San Giuseppe, uomo prudente

Ultimo articolo di avvicinamento alla memoria di San Giuseppe che si festeggia il 19 marzo (gli altri due li trovate qui e qui). Siamo sempre nel Vangelo di Matteo, capitolo 2 (vedi alla fine del pezzo).

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James Tissot, “Retour d’Égypte (Ritorno dall’Egitto)”

Al momento di tornare a casa, Giuseppe “ebbe paura di andarvi”, dice il Vangelo. Ha infatti saputo che il nuovo re è Archelao e suppone che potrebbe essere come il padre Erode.
Cos’è la prudenza? Dice la Treccani: “Atteggiamento cauto ed equilibrato di chi, intuendo la presenza di un pericolo o prevedendo le conseguenze dei suoi atti, si comporta in modo da non correre inutili rischi e da evitare a sé e ad altri qualsiasi possibile danno”. Personalmente mi muovo spesso tra due poli opposti: o un’ansia eccessiva o una sicurezza ingenua.
La prudenza infatti Continua a leggere “San Giuseppe, uomo prudente”

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San Giuseppe, uomo obbediente

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Caravaggio, “Riposo durante la fuga in Egitto”

Secondo articolo di avvicinamento a domenica 19 marzo, per ispirare il nostro essere padri del Ventunesimo secolo alla figura di San Giuseppe, nel giorno della sua festa.
Oggi siamo nel Vangelo di Matteo, capitolo 2°:

[I Magi erano appena partiti, quando] un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo».
Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio. (Mt, 2,13-15)
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San Giuseppe, uomo in relazione

Questo è il primo di tre articoli che ci accompagneranno alla festa di San Giuseppe, domenica 19 marzo, in cui cercherò di capire cosa può dire oggi questa grande figura di santo a me, padre del 2017.
Cominciamo dal Vangelo di Marco, capitolo 1°:

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The Dream of St. Joseph, by Anton Raphael Mengs

Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio
che sarà chiamato Emmanuele,
che significa “Dio con noi”.
Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.
(Mc 1,18-25)

Di Giuseppe la prima cosa che il Vangelo ci dice è che era “giusto”. Cosa significa oggi Continua a leggere “San Giuseppe, uomo in relazione”

Aspettative deluse

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dipinto di Rogier van der Weyden (1399/1400–1464) – da Wikicommons

In quei giorni, per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui (Luca 1,57-66)

Scriveva don Luigi Maria Epicoco commentando questo brano del Vangelo: Continua a leggere “Aspettative deluse”